PREFAZIONE DI GIACOMO CASANOVA
Publico, cui dò questa traduzione stampata, perdonami se abuso
della facilità de’ torchi offrendoti un libro che non può esser a
nessuno dei membri tuoi di utile alcuno. Lo scrissi non sapendo che
fare, e quest’opera di uno sfaccendato non può esser che
l’occupazione d’un ozioso. Io non so la lingua greca nè molto nè poco,
onde quest’è copia di copia, ritratto tirato da sei altri ritratti; imaginati
dunque di non poter leggendola qualche cosa di nuovo imparare.
L’ho scritta in Veneziano perchè essendo io Veneziano, mi costa
assai meno fatica che se avessi dovuto scriverla in idioma Toscano,
che se so, so a stento perchè non l’ebbi dalla natura, ma procurai di
acquistarlo con lo studio. Mi parve cosa più facile, scrivendo in
Veneziano, d’essere il primo scrittore nel mio Dialetto, di quello che
poter annoverarmi seduto a scranna nell’ultimo luogo fra Toschi. Se
m’inganno, pazienza., Sappi publico, che questa mia traduzione mi
piace, e che le viscere di padre faranno che non potrà mai
dispiacermi, quand’anche tu la condannassi.
Sappi che a scriverla non ho fatto fatica, tanto è vero che v’impiegai
ott’anni, perchè quando il verseggiare mi diveniva lavoro, gettavo via
sbadigliando la penna, e andavo a sdraiarmi sul letto, riflettendo alla
felicità di quelli che trovano il loro bene e il loro almo riposo in non far
nulla, felicità della quale il sangue mio, l’attività dei miei nervi, e la
pregiudicata mia educazione non mi rende capace. Io dò alle stampe
questo libro, perchè sono stanco di leggerlo, e correggerlo sempre.
Quando sarà stampato, tutto sarà finito. Ti dirò ancora che lo stampo
per occuparmi, per assistere ad una stampa, e perchè voglio che il
publico sappia che quell’io che fè tanto parlar l’Europa per imbrogli,
fughe, e duelli, si meschia anche di scrivere, e perchè voglio aver
un’occasione di mostrar al mio Principe che gli son fedel suddito, e
che cerco l’occasione di fargli omaggio. Publico caro, spero che
comprerai il mio libro, e non mi pare d’esser ardito soverchio in
sperarlo, perchè la maggior parte del tuo denaro è sempre gettata al
vento. Non ti parlo del libro e delle erudizioni in esso inserite, perchè
questo avviso avrebbe allora l’aria d’una vera prefazione, e come ti
dissi, prefazioni non voglio farne. Addio. T’auguro un prossimo
cambiamento perchè se ti mantieni così, le cose anderanno sempre
di male in peggio.
GIACOMO CASANOVA
|